Botteghe storiche di Genova, un tour per scoprirle


Genova – Un tour guidato alla scoperta di antiche farmacie e caffè storici e alla ricerca delle botteghe che hanno attraversato il tempo restando pressoché uguali.

Andrea Carotenuto, 20 gennaio 2018

Il tour “Botteghe e Tradizioni” è proposto da Explora. Insieme alle guide esperte si parte per una passeggiata per le vie che, nel secolo scorso, erano diventate meta dell’aristocrazia genovese e che potevano permettersi il “lusso” di una vetrina “ad invito”, con le vetrate ricurve e piegate verso la porta d’ingresso: un’autentico status simbol in un’epoca in cui questa lavorazione molto particolare richiedeva costosissime apparecchiature ed era appannaggio di pochi commercianti dagli incassi importanti.

La maggior parte di queste vetrine che ci parlano del tempo trascorso si trovano tra piazza De Ferrari, con il calzaturificio Stagno” e via Roma, con Finollo e il punto vendita di Romanengo e i negozi conservano ancora oggi gran parte dell’estetica che li rese celebri a cavallo tra Ottocento e Novecento.Una caratteristica che, ancora oggi, sopravvive in alcune delle Botteghe storiche che hanno saputo mantenere la propria “immagine” e che hanno fatto del gusto retrò e vintage una propria caratteristica.

Un passaggio obbligato della visita guidata sarà anche in salita santa Caterina, a pochi passi da via Roma, per scoprire la bottega che appartiene alla famiglia Luico da oltre 160 anni e nella quale è possibile ancor oggi trovare ogni tipo di sughero e avere consigli preziosi su come distinguere, ad esempio, il miglior tappo da imbottigliamento amatoriale.

La bottega è gestita da Carlo Luico (quarta generazione) insieme alla figlia destinata a raccogliere il vessillo di famiglia per la quinta generazione consecutiva.

Entrare nella piccola bottega è come fare un salto nella storia per ritrovarsi, tra oggetti di ogni genere, immersi un uno spaccato di una Genova che resiste alla modernità riscoprendo materiali e prodotti che non hanno mai smesso di “funzionare” e per questo sono amati dai genovesi.

Nella rivendita si serviva anche il genovese per eccellenza: quel Gilberto Govi che ha portato la “genovesità” sui palcoscenici dei teatri.

L’attore si serviva della Fabbrica di Turaccioli per confezionare oggetti di scena come “finti polli arrosto”, bottiglie e altre suppellettili che dovevano sembrare autentici.

Una maestria che – secondo quanto racconta l’attuale titolare – non sarebbe stata compensata con denaro ma con biglietti degli spettacoli, peraltro graditissimi.

E la visita alla bottega di salita santa Caterina sarà anche l’occasione per ascoltare storie e aneddoti che si tramandano di generazione in generazione come la visita di Giuseppe Garibaldi, di passaggio a Genova.

 

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