Storia


G.M. Luico Enologia – Impresa Storica d’Italia

Dal 1855 in Salita S. Caterina 17r, nel centro di Genova,

da G.M. Luico potete trovare segreti, consigli e articoli per la migliore cura di vino, birra, olio e liquori.

Dai tappi di sughero, un tempo provenienti dai boschi savonesi, passando per i vari strumenti di lavorazione, sino ai numerosi tipi di bottiglie,

il nostro unico segreto è la passione che ci accompagna da generazioni.

Leggi i nostri consigli 

1879

Medaglia d’argento al concorso agrario regionale per la produzione di sugheri

2011

Registro Nazionale delle Imprese Storiche istituito da Unioncamere.
G.M. Luico Enologia rientra tra le prime 14 botteghe storiche della provincia di Genova

2012

Targa Unioncamere Nazionale e Camera di Commercio di Genova come “Impresa Storica d’Italia”

 

La storia della ditta G.M. Luico inizia a Genova nel 1855:

 

Gio Foppiano, bisnonno di quel Giacomo Manlio Luico che dà il nome all’attuale ragione sociale, apre il laboratorio in Vico delle Fucine e l’attuale punto vendita di Salita Santa Caterina.
Dall’inizio dell’attività sino al periodo precedente la seconda guerra mondiale, quando la lavorazione in proprio venne chiusa, nella piccola fabbrica dal sughero grezzo venivano prodotti tutti i tipi di turaccioli per bottiglie, damigiane, botti e qualsiasi altro oggetto che si potesse fabbricare col sughero.

In questo periodo la ditta aveva in affitto nella zona di Finalmarina (SV) alcuni  boschi, ormai scomparsi da tempo, dai quali si estraeva il sughero.
Nel mese di giugno, scegliendo gli alberi che in relazione agli anni trascorsi dal taglio precedente erano pronti, si incideva la corteccia per non più di un terzo della lunghezza, sia del tronco che dei rami, senza intaccare la corteccia interna detta “madre” per non danneggiare la pianta.

Successivamente si lasciava il sughero a stagionare all’aperto per non meno di sedici-diciotto mesi. Si procedeva poi con la bollitura, che veniva effettuata in enormi caldaie di rame, per sterilizzare ed eliminare i microorganismi presenti all’interno.

Se per caso il vino “sa di tappo”,  la causa è un’errata bollitura.

Oggi vengono acquistati prodotti semilavorati, rifiniti poi in laboratorio. Inoltre, produciamo ancora tappi o articoli di sughero, secondo le specifiche esigenze e richieste dei nostri clienti.

Nel corso degli anni, ai turaccioli sono stati affiancati molti altri articoli per l’enologia che comprendono tutto il necessario per lavorare e confezionare il vino, sia per esperti del settore che per principianti, articoli per l’olio, la birra e un vasto assortimento di contenitori in vetro.

 

“Le tracce del tempo passato le possiamo trovare negli arredi e in alcuni strumenti conservati all’interno, testimoni delle visite di clienti illustri come Giuseppe Garibaldi, negli ultimi anni della sua vita intorno al 1880, o, in tempi “più recenti”, Gilberto Govi, che per i suoi spettacoli utilizzava a volte articoli in sughero (ad esempio ravioli, cosce di pollo o altre riproduzioni). Tra le altre “applicazioni” poco ortodosse si può ricordare la ricostruzione in sughero di alcune ossa dello scheletro della balena esposta nel soffitto di una sala del Museo di Storia Naturale “ G. Doria”, eseguita negli anni tra i due conflitti mondiali.” –

 Nel corso degli anni la ditta G.M. Luico ha ricevuto numerosi premi per la sua attività, il primo nel 1879: medaglia d’argento al concorso agrario regionale per la produzione di sugheri.

Dal 2011 è inserita nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche istituito da Unioncamere. L’azienda è stata censita tra le prime 14 botteghe storiche della provincia di Genova.

Nel 2012 è stata premiata con targa di Unioncamere Nazionale e Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Genova come “Impresa Storica d’Italia”.

Nel 2013 è stata inserita nel circuito Botteghe storiche dalla C.C.I.A.A. di Genova.

Botteghe storiche di Genova